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Le prime tracce di Valdinoce emergono da un documento del 1030, quando apparteneva al territorio di Forlimpopoli. Nel 1158 il Castrum Valdenucis era un presidio strategico soggetto alla Chiesa di Ravenna e per secoli è stato il fulcro del potere locale, legato a figure come Guido e Manfredo di Valdinoce che lo dominarono fin dagli albori del XII secolo.

Arroccata su un’altissima collina, la fortificazione non era solo un punto di avvistamento, ma il cuore di un’economia basata sulle preziose miniere di zolfo: la Descriptio Romandiole nel 1371 ne tratteggia un profilo imponente, con una rocca difesa da due giri di mura e una torre svettante.

Per la sua posizione dominante, Valdinoce fu teatro di cambiamenti di proprietà che hanno visto protagonisti casati come i Malatesta e gli Ordelaffi. Quest’ultima famiglia risulta proprietaria della Rocca di Valdinoce nel 1440, in seguito alla conquista di Antonio, Signore di Forlì.

Nel XVIII secolo la Rocca asseconda ancora la naturale asprezza del promontorio, dividendo lo spazio tra  potere signorile nell’area sommitale, e la vita del popolo nel resto dell’abitato. Alla corte della rocca si accedeva attraverso la porta recentemente restaurata, ed era circondata dalle residenze del proprietario.

Il Castello oggi

In tempi recenti i crolli del XIX e XX secolo (torre sud e residenze) e i danni subiti durante la Seconda Guerra Mondiale hanno determinato la forma attuale dell’insediamento.

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